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postheadericon La Clinica offerta da Aipsit

postheadericon Gruppi di auto mutuo aiuto

Il gruppo come dispositivo terapeutico transculturale

 

L'appartenenza ad un gruppo, l'accettazione e l'approvazione sono della massima importanza per lo sviluppo di ogni persona. Già Nathan parlava dell'assegnazione al gruppo come atto terapeutico.

Il gruppo transculturale per eccellenza è il gruppo di mutuo-auto-aiuto.

Tale gruppo prevede una "leadership democratica": lo psicoterapeuta svolge il ruolo di facilitatore, colui o colei che aiuta il gruppo ad orientarsi nel viaggio terapeutico e ad estrarre il suo sapere esistenziale, un maieuta, con una bussola che aiuta a mettere in relazione, a creare un orizzonte di senso, a ricostruire il senso della relazione che è venuta a mancare.

Il cerchio magico costituito dal gruppo di mutuo-auto-aiuto è un microcosmo transculturale, dove l'unicità delle culture dei singoli si sovrappone e si mesce pur rimanendo differente, delineandosi anch'esso, al pari della "psicoterapia transculturale pura", come "zona di transito culturale" , fluida e fluttuante grazie alla partecipazionwe attiva dei singoli componenti che si delineano quali soggetti di vita, protagonisti nella narrazione del gruppo.

Il dispositivo può essere rivolto sia ai pazienti direttamente (es. per le cosiddette dipendenze, come quella da gioco d'azzardo) oppure anche costituirsi tra i parenti di persone con specifiche problematiche (es. genitori o figli di pazienti schizofrenici, parenti di pazienti cardiopatici).

Il terapeuta transculturale aiuterà il gruppo ad avviarsi e poi lo lascerà lavorare in autonomia, rimanendo a disposizione per supervisioni periodiche.

postheadericon Consultazione Transculturale

 

Una persona con un problema (personale, familiare, evolutivo, professionale, ecc.) potrebbe trovare nella consulenza psicologica una prima risposta al proprio disagio.

La Consultazione è un intervento psicologico, in cui, all'interno di una relazione di fiducia con uno psicoterapeuta, il soggetto richiedente aiuto ha la possibilità di:

 

- comprendere e definire meglio il problema e la propria domanda d'aiuto;

- collocare il disturbo attuale all'interno della sua storia personale;

- esplorare la propria motivazione al cambiamento;

- interrogarsi sulle sue aspettative rispetto all'intervento psicologico;

- indicare un obiettivo prioritario degli incontri;

- prendere consapevolezza delle proprie risorse;

 

All'inizio del percorso di consultazione il terapeuta e l'utente definiscono un "contratto di consultazione", un accordo in cui si stabiliscono alcuni obiettivi, le modalità di lavoro, il numero e la cadenza degli incontri.

Un percorso di consultazione prevede solitamente un numero finito di incontri ed è generalmente centrato su pochi obiettivi specifici.

Il professionista, oltre ai colloqui, potrebbe far ricorso ad altri strumenti (test psicologici), per avere un quadro più accurato del problema.

Una consultazione può terminare con esiti differenti: può concludersi alla fine degli incontri stabiliti, può sfociare in una vera e propria psicoterapia o può infine produrre un invio ad un'altra struttura o ad un altro professionista.

 

La consultazione transculturale, pur mantenendo invariate tutte le caratteristiche precedentemente descritte, indirizza la propria attenzione anche sulle modalità attraverso cui un individuo si è "costruito" nel tempo grazie all'azione strutturante della cultura o delle culture di appartenenza, culture ereditate dal gruppo familiare (lungo un asse verticale) e dai pari o più in generale dai gruppi sociali in cui è inserito (lungo un asse orizzontale).

L'indagine transculturale, quindi, si focalizzerà anche sulle variabili culturali quali la classe d'età, il genere, la professione, e le diverse appartenenze (familiari, religiose, politiche, ecc.) del soggetto.

Per condurre questo tipo di indagine la metodologia transculturale mette a disposizione del professionista una serie di strumenti specifici come il genogramma transculturale, l'identikit culturale, e alcuni test carta-matita come il Reattivo dell'Albero e il disegno del Mondo.

La consultazione transculturale si rivolge oltrechè ad individui anche a coppie e famiglie, italiane e migranti.

 

postheadericon Supervisione

Supervisione Transculturale

Nella professione di psicoterapeuta la supervisione costituisce un momento prezioso e irrinunciabile sia per gestire al meglio il carico di stress emotivo che questo lavoro comporta, sia come momento di riflessione su di sé e sul personale stile relazionale col paziente, rappresentando anche un momento di formazione e crescita professionale.

Nel caso di AiPsiT, tali momenti rappresentano anche utili occasioni di confronto per affinare e consolidare aspetti della clinica transculturale.

Ai propri soci vengono pertanto proposti momenti di supervisione di gruppo, a cadenza mensile, auto-condotti o condotti da docenti del corso di psicoterapia transculturale della Fondazione Cecchini Pace.

I soci di AipsiT inoltre sono disponibili a fornire supervisioni esterni a singoli colleghi e/o gruppi di lavoro che ne sono interessati.

postheadericon Psicoterapia Transculturale

 

" Più di quanto accada in qualsiasi altra specie,

le menti umane nuotano in un mare chiamato cultura."

(Ridley, 2005) 

 

La psicoterapia Transculturale è un approccio di cura psicologica che prende in considerazione psiche e cultura come due facce della stessa medaglia.

Ci riferiamo all'intreccio perennemente dinamico tra bios, psiche e cultura, in altre parole all'interconnessione costante tra cultura, memoria, corpo-mente, soggettività ed esperienza

Il rapporto tra il soggetto e la cultura o le culture di riferimento (cultura nazionale, locale, subculture, cultura famigliare, cultura d'origine...) è inteso come un rapporto attivo di 'interscambio' e come fondante l'economia psichica del soggetto.

Essendo il parametro culturale alla base della psicodinamica di ogni individuo, la psicoterapia Transculturale è rivolta alla promozione del benessere psicologico, alla prevenzione e alla cura di ogni situazione di malessere, in soggetti occidentali e non, (italiani, stranieri, adolescenti, bambini, adulti ed anziani), preservando e riconoscendo in ognuno la dignità, la decisionalità, il sapere/saggezza accumulato nel corso della propria storia.

Parte dal presupposto che ogni storia di vita è una narrazione umana unica e irripetibile che incarna il modo in cui ogni individuo seleziona e incorpora, a livello conscio e inconscio, i valori, le difese, l'immaginario, gli schemi interpretativi del contesto culturale in cui è immerso.

Facilita la presa di consapevolezza della presenza della cultura, o meglio delle culture, nella relazione. Il terapeuta transculturale coltiva uno sguardo decentrato (etica derivata), spostandosi dal "centro" della propria cultura ai margini, cercando uno spazio di condivisione non uniformante, una 'zona di transito transculturale'...

L'approccio teorico di riferimento è il metodo complementarista di George Devereux : psicologia e antropologia sono approcci complementari per comprendere una persona e promuoverne il benessere psicologico.

Il benessere psicologico è connesso al modo in cui una persona si relaziona con la propria storia, con il proprio ambiente sociale, la comunità in cui è inserito e le norme culturali di riferimento, con i propri famigliari, le precedenti generazioni e i valori culturali che gli sono stati trasmessi e riceve in eredità. L'esperienza umana soggettiva è frutto dell'interazione tra aspetti psicologici e aspetti culturali e in questa interazione le persone sono attori attivi nell'interagire, rielaborare e trasformare aspetti interiori- psichici e aspetti esterni- culturali.